Archivio | maggio, 2012

In bici nel parco

28 Mag

Domenica 27 maggio Bicingiro ha sperimentato una nuova modalità di organizzazione: mentre un gruppo di stradisti ha preferito rimanere fedele alla bici da corsa, scegliendo un itinerario nella bassa valle Stura, un altro gruppo ha preferito cimentarsi sul percorso sterrato del parco fluviale.

E’ stata quest’ultima una novità che è molto piaciuta ai partecipanti e che senz’altro diventerà in futuro una delle nostre classiche (la nostra piccola Parigi – Roubaix…).

Il percorso completo, per una lunghezza di 44 km, si è snodato dapprima sulla pista ciclabile lungo il torrente Gesso, fino all’abitato di Borgo S.D. (immancabile sosta caffè e riparazione della prima e unica foratura della giornata).

Dopo aver attraversato Borgo ed affrontato la veloce discesa verso il “ponte del sale”, si è ritornati sullo sterrato lungo il fiume Stura, raggiungendo il ponte Vassallo e poi, transitando sotto il viadotto Soleri e il ponte vecchio, la punta del cuneo.

All’altezza delle piscine comunali era prevista una prima possibile conclusione dell’itinerario, con la possibilità di prendere l’ascensore per ritornare sull’altipiano, ma il gruppo dei ciclisti ha preferito completare l’opera dirigendosi verso Madonna delle Grazie.

Da lì si è ritornati a percorrere stradine lungo il fiume, fiancheggiando per un tratto il muovo viadotto autostradale (per inciso: c’era più traffico sulla ciclabile che sull’autostrada…).

Infine il ritorno più agevole sulle strade asfaltate della zona di Bombonina e Madonna delle Grazie. Tutto bello, ci è mancata solo la documentazione fotografica (ahi, Livio…) di questa bella giornata. Le foto inserite qui sotto si riferiscono a una gita dell’anno scorso.

La traccia del percorso è disponibile in formato gpx per chi è fornito di navigatore.

Sui percorsi ciclabili del parco fluviale e sui lavori in fase di realizzazione per il completamento della rete ciclabile potete visitare il sito del parco e soprattutto le seguenti pagine:

http://www.parcofluvialegessostura.it/vivere/percorsi.html

http://www.parcofluvialegessostura.it/archivio/2012/ripresa-lavori-pista-ciclabile-gesso.html

Ferrovia o pista ciclabile?

13 Mag

Sul riutilizzo della ferrovia Bra – Ceva si è sviluppato un dibatto nel quale è intervenuto anche il presidente di Bicingiro Aldo Tichy. Un convegno su questo argomento si terrà a Monchiero sabato 19 maggio ore 9,30.

Di seguito potete trovare gli articoli del settimanale IDEA che riportano differenti posizioni sull’argomento.

Per le vie di Roma la bici surclassa le auto

11 Mag

(articolo tratto dalle pagine di Roma di Repubblica)

Singolare sfida tra tre macchine del car sharing e tre biciclette per verificare se in città la moderazione della velocità influisce sui tempi di spostamento. I pedali vincono con un vantaggio di 15 minuti

di MANUEL MASSIMO 

Singolare sfida nel centro di Roma: tre auto del car-sharing capitolino contro tre bici, per verificare sul campo se in città la moderazione della velocità influisce sui tempi dello spostamento. La gara – organizzata in occasione del Bike to Work Day da Legambiente, dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e dal movimento Salvaiciclisti – ha dimostrato che la bici è il mezzo più agile e veloce per giungere a destinazione su un percorso medio di 7 chilometri per le vie del Centro: naturalmente rispettando semafori, limiti di velocità, attraversamenti pedonali e corsie preferenziali.

Partenza/arrivo in via Milano, all’inizio del Traforo Umberto I, passando per piazza del Popolo e ritornando indietro seguendo un itinerario prefissato. La prima bici è arrivata al traguardo dopo appena 11 minuti e 30 secondi, seguita a ruota dalla seconda giunta in 11’50” e dalla terza in 12’30”. Le auto hanno viaggiato rispettando limiti di velocità diversi (50, 40 e 30 km/h) ma la sostanza non è cambiata: la prima è arrivata soltanto dopo 26 minuti e 30 secondi dal via – con 15 minuti netti di ritardo rispetto alla prima bici – seguita a breve distanza dalla seconda con tempo di 26’50” e dalla terza in 27’20”.

A cronometrare la gara è stato Alberto Fiorillo, autore del libro “No bici” edito da Ediciclo e responsabile aree urbane di Legambiente: “È andata come previsto: le bici hanno impiegato meno della metà del tempo delle macchine che, nonostante avessero limiti di velocità diversi, sono arrivate a distanza di pochi secondi le une dalle altre. Senza contare poi il tempo che avrebbero impiegato a trovare parcheggio. Se nei centri urbani abbassassero i limiti di velocità, dunque, ci sarebbe più sicurezza per tutti: dai pedoni ai ciclisti e anche per chi è al volante”.

All’iniziativa ha partecipato attivamente anche l’Agenzia per la Mobilità di Roma, mettendo a disposizione per l’occasione tre vetture del circuito del car sharing capitolino, che nel triennio 2008-2011 ha visto un incremento del 110 percento sia dei clienti del servizio (passati da poco più di mille a oltre duemila) sia dei chilometri percorsi (da 600 mila a circa 1,3 milioni). Secondo un recente studio della Sapienza di Roma ogni auto del car sharing toglie almeno otto vetture private dalla strada.

Al termine della sfida stravinta dalle bici, il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati ha ribadito le richieste dell’associazione ambientalista in tema di mobilità urbana: “A Roma è necessario aumentare le pedonalizzazione e le aree Zona 30, dove non si può superare il limite di velocità di 30 chilometri orari. Per quanto riguarda le bici, ci aspettiamo che dal prossimo bilancio si faccia tutto quello che è stato annunciato dal Campidoglio, che già ha approvato un piano ad hoc su questo tema”.

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5 Mag

per seguirci su twitter ed essere informato sulle iniziative:

@bicingiro_giova

In ricordo di Vincenzina / 2

5 Mag

Le nuvole minacciose hanno ostacolato il regolare svolgimento del percorso, ma non hanno impedito a una trentina di soci di ritrovarsi a Cuneo e di pedalare fino a Borgo per ricordare insieme Vincenzina D’Amico.

Le biciclette danno una risposta

5 Mag

SALVAICICLISTI

2 Mag

SALVAICICLISTI

Antonio Dalla Venezia, presidente FIAB dichiara: “All’indomani della grande manifestazione nazionale che ha visto convergere a Roma ai Fori Imperiali, 50.000 persone da tutta Italia, per rivendicare il diritto di muoversi sicuri a piedi e in bicicletta nelle città cresciute a misura d’auto e soffocate da smog e rumori, ci aspettiamo che tutte le Istituzioni, ad ogni livello di governo, ma anche tutta la stampa, facciano la loro parte affinché pedoni e ciclisti siano finalmente al centro delle politiche locali per la mobilità, la salute, la qualità della vita”.

“Siamo consapevoli – prosegue Dalla Venezia – che non si possa cambiare dalla sera alla mattina uno stile di vita, un modello culturale, un assetto economico basato sul mercato dell’auto: ma la manifestazione di Roma ha dimostrato che è quanto mai indispensabile iniziare questo percorso di cambiamento e i tempi sono più che maturi, complice pure l’attuale situazione di crisi finanziaria, che dovrebbe suggerire di indirizzare le ridotte risorse disponibili verso la realizzazione di opere ciclabili che darebbero un duplice vantaggio: sicurezza per i ciclisti e beneficio per le economie locali”.

Cosa occorre fare? Secondo il presidente della FIAB “ogni città deve iniziare a disegnare la propria rete di strade per le biciclette. La rete deve essere continua e capillare. Attenzione, nessuno si aspetta che siano immaginate piste ciclabili in sede propria dovunque: mancherebbero spazi e risorse. Ma partendo dalla classificazione funzionale delle strade, come previsto dalle norme per redigere i Piani del traffico, è possibile individuare assi radiali e circolari su cui intervenire con interventi infrastrutturali (piste ciclabili o moderazione del traffico) o provvedimenti amministrativi (ZTL, strade 30, doppi sensi per le bici nelle strade a senso unico, strade pedonali, zone residenziali). Dalla messa in rete di una sequenza ragionata di strade ciclabili, si può ottenere un buon sistema di ciclovie. Meglio se supportato da una serie di servizi: cicloposteggi, centri di riparazione e assistenza, intermodalità bici e mezzi pubblici”.

Un occhio particolare va dato anche ai progetti di nuove strade o a quelli di manutenzione straordinaria di strade esistenti: secondo gli articoli 13 e 14 del codice della strada, le strade oggetto dell’intervento devono essere ciclabili. Stessa cosa vale per i progetti di rotatorie, sottopassi e sovrappassi. Nella top ten delle prime azioni da portare a casa anche le modifiche del Codice della Strada con norme a beneficio della circolazione sicura delle biciclette, su cui la FIAB ha elaborato studi e proposte”.