Archivio | giugno, 2012

Tra Boves e Peveragno in MB

27 Giu

Sabato 23 giugno, uno sparuto gruppetto di ciclisti (Mariarosa, Carla, Piero e una coppia di nuovi iscritti di San Defendente, Patrizia e marito) ha pedalato attraverso i boschi tra Boves e Peveragno, in un percorso simpatico e abbastanza impegnativo.
Voglio ringraziare questi compagni di pedalate, soprattutto Carla, che si è cimentata in questa prova, nuova per lei, per paura che mi trovassi da sola, e anche Aldo, Adriano e due loro amici con cui  ho fatto il giro di prova martedi scorso.
Speriamo che la prossima volta vada meglio.
Mariarosa

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Chiotti di Roaschia

24 Giu

Il gruppetto di ciclisti arrivato a Chiotti di Roaschia e la simpatica iscrizione che ricorda l’impresa di un abitante della piccola borgata

Due ruote

19 Giu

Un socio di Bicingiro segnala il seguente articolo di Bruno Gambarotta comparso sulle pagine del quotidiano La Stampa. Buona lettura!

Le valli monregalesi

18 Giu

Alcune foto dei suggestivi paesaggi attraversati dai cicloturisti di Bicingiro domenica 17 giugno.

Per una più ampia documentazione della giornata ciclistica: https://skydrive.live.com/?cid=898F7D0F70512E55&sc=photos#!/?cid=898f7d0f70512e55&sc=photos&id=898F7D0F70512E55%211616!cid=898F7D0F70512E55&id=898F7D0F70512E55%211610&sc=photos

CICLORADUNO FIAB 2-3 GIUGNO 2012

6 Giu

Nella mattina di sabato 2 giugno un serpentone di settanta ciclisti ha lasciato la città di Cuneo dirigendosi verso Ceva lungo le stradine campestri tra i profumi del fieno e del tiglio. Non è stata una gara e neanche un cicloraduno sportivo, ma una manifestazione cicloturistica della FIAB. Aderiscono alla Federazione italiana amici della bicicletta numerose associazioni in tutta Italia e, in questo caso, si è trattato di quelle del nord ovest, Piemonte e Liguria soprattutto, guidate dal sodalizio locale Bicingiro.

Si possono definire “cicloturisti autentici”. Non hanno ambizioni agonistiche, abbinano l’uso della bicicletta (spesso dotata delle borse per il trasporto dei bagagli) alla scoperta del paesaggio e dei valori ambientali presenti nel territorio. Sono generalmente persone non più giovanissime che, attraverso la passione (o la scoperta) della bici, portano avanti un discorso civile ed ecologico, offrono il loro tempo e le loro competenze professionali per proporre alle istituzioni i provvedimenti a favore della mobilità ciclistica.

Il percorso da Cuneo a Savona (in due giorni) è stata la conclusione della manifestazione destinata a fare conoscere la Ciclovia Pedemontana Alpina, che si sviluppa alla base dell’arco alpino da Trieste al Colle di Cadibona (Savona). E’ uno degli itinerari inseriti nella Rete Bicitalia ed è stata percorsa negli scorsi anni dagli Amici del nord ovest in diverse manifestazioni, dal Lago Maggiore a Biella, Ivrea, Lanzo, Pinerolo, Saluzzo e Cuneo.

Questi tracciati cicloturistici, nati dall’esperienza delle associazioni locali, avevano prodotto altre quattro importanti ciclovie nel nord ovest, i cui corposi progetti erano stati acquisiti nel 2008 dalla Regione Piemonte e condivisi con le otto province. Attualmente riposano, insieme a questo, in qualche cassetto degli assessorati dei Trasporti e del Turismo da cui l’iniziativa era stata sostenuta.

L’avventura dello scorso fine settimana si è avvalsa della consueta solida organizzazione lungo le strade, dove le Amiche e gli Amici si fermano a turno per segnalare al gruppo frammentato la prosecuzione del cammino negli incroci. Nelle piazze e nei siti storici, da Rocca de’Baldi a Mondovì Piazza (con la funicolare), al santuario di Vicoforte, dalla Torre gotica di Ceva al castello di Sale San Giovanni, dal Museo del Vetro di Altare al cippo della Bocchetta che segna il passaggio tra le Alpi e gli Appennini.

Dai verdi campi dell’altopiano Cuneese ai dolci declivi Monregalesi, dai colli dell’Alta Langa alla discesa tra i boschi verso il mare, avvolti da un’insolita fitta nebbia e dal profumo delle ginestre. Confortati ovunque dalla simpatia della gente che condivide questo modo rispettoso di visitare e di valorizzare il Paese.

Aldo Tichy