Archivio | aprile, 2014

Ciclovia Provenzale

27 Apr

Convegno a Trinità – Il Fossanese e l’Europa

Nell’ambito del convegno destinato a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico del territorio Fossanese si è parlato anche di cicloturismo e in particolare del progetto Alcotra 2014/2020 che prevede la realizzazione di una ciclovia tra la provincia di Cuneo e il dipartimento francese dell’Alta Provenza. Nel salone “Le scuderie” dell’antico castello dei conti Costa di Trinità erano presenti numerosi sindaci, tecnicie autorità dei comuni del Fossanese, l’assessore Pietro Blengini della Provincia, la delegazione del Conseil Géneral des Alpes de Haute Provence presieduta da Jean Louis Adrian e la coordinatrice Fiab del nord ovest Marilisa Bona.

Il sottoscritto, per conto di FiabBicingiro, ha esposto in powerpoint una documentazione del progetto denominato “Ciclovia Provenzale”, ricordando anche di avere proposto tale iniziativa fino dalla prima edizione dei cicloraduni transfrontalieri con gli amici di Digne nel 2011 e mostrando poi la sequenza delle immagini relative ai territori attraversati dal tracciato. In aggiunta ai soliti, scontati consensi, in questa occasione si è evidenziata la reale possibilità di realizzare almeno in parte la struttura, essendo prossima l’approvazione del progetto con il relativo contributo economico europeo.

I soggetti promotori sono attualmente l’Unione del Fossanese capofila, la Provincia, la Comunità montana Valle Stura e il Conseil Haute Provence, ma non è escluso che in seguito si possano aggiungere altri Enti, come il comune di Cuneo, il Parco fluviale Gesso e Stura e i comuni dell’Albese. Effettivamente il tracciato della ciclovia è ancora suscettibile di estensione nelle due direzioni, italiana e francese, nell’intento di creare i necessari collegamenti con le altre ciclovie esistenti e in progetto (es. VenTo, Svizzera-Mare, Eurovelo).

L’intervento di Marilisa Bona per conto del Coordinamento Fiab N.O. ha invece proposto l’inserimento del posto tappa (B&B) di Trinità nell’elenco di Albergabici, manifestando inoltre il sostegno della Federazione all’iniziativa mediante la possibile programmazione di un Cicloraduno lungo il percorso Provenzale.

Aldo Tichy

 Karte_Verlauf_EuroVelo

La mappa della rete ciclabile europea Eurovelo

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2° congresso nazionale Fiab

21 Apr

La nostra associazione ha partecipato con due delegati al 2^ congresso Fiab che si è svolto a Roma nei giorni 4-5-6 aprile. Questo congresso ha segnato un passo importante nella vita associativa della Fiab, a cui, noi di Bicingiro, siamo affiliati e con cui condividiamo gli obiettivi, sia nel campo ambientalistico, che nel campo sportivo salutistico.

L’incontro si è svolto a Roma presso l’ex Cartiera Latina, sede del Parco Regionale dell’Appia Antica: uno splendido spazio verde in mezzo alla città. Abbiamo conosciuto l’on. Paolo Gandolfi, del gruppo politico interparlamentare che si occupa di mobilità urbana e che è l’interlocutore principale della Fiab sul problema della mobilità ciclistica. Si è parlato del progetto di legge sulla ciclabilità, sulla modifica del codice della strada, su come è possibile adattare le città ad uso del ciclista, sugli interscambi modali.

Vi è stata in seguito una ampia relazione della Presidente sui progetti realizzati e quelli in fieri, nel suo primo anno di presidenza, secondo il mandato ricevuto nell’assemblea dello scorso anno. C’è stato un grande lavoro per rinnovare l’immagine della Fiab con una idea più fresca e combattiva che sapesse comunicare con immediatezza e con una presenza maggiore nei media. Farci conoscere, proporre il nostro punto di vista, per far sì che richiedano la nostra collaborazione: l’approvazione del nuovo logo (vincitore del concorso) e delle nuove denominazioni per le associazioni vanno in questa direzione e segnano un passaggio fondamentale nel percorso di crescita della Fiab.

nuovo logo fiab

E’ stata anche approvata la nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale, Fiab servizi, con la costruzione di un percorso che consentirà di gestire le risorse economiche e finanziare progetti importanti. 2 tesi congressuali, una sulla mobilità: “Le scelte urbanistiche per la città delle persone” e una seconda su “Bicicletta e salute” avranno una funzione di linea guida nelle politiche del territorio e saranno aperte ad integrazioni e modifiche fino al prossimo congresso: http://fiab-onlus.it/bici/la-fiab/statuto-ed-organi-dirigenti/assemblea-nazionale/item/872-due-tesi-congresso.html

Giulietta Pagliaccio (presidente Fiab) ha inoltre reso noto che la decisione di incaricare una agenzia per i rapporti con la stampa ha fatto si che questi siano aumentati, fino ad oggi vi sono stati contatti i con + di mille giornalisti e molti articoli parlano della Fiab. Questo congresso è stata anche l’occasione per festeggiare i 25 anni dalla nascita della Fiab, che oggi conta 140 associazioni e 20000 iscritti. Insomma un bilancio molto positivo, ma la cultura della bicicletta ha ancora “molta strada” da fare in Italia, specie se paragonata con il resto d’Europa.

E’ un tema culturale per tutti quelli che si occupano di trasporto e di salute e di ambiente: in tanti si fa massa. Importante è partire dal principio che nessuno di noi è proprietario di niente e che occorre rispettare tutto e tutti a seconda se siamo in bicicletta o sulla macchina o in bus o sul treno. Le biciclette, come mezzo di trasporto, hanno bisogno di “reti stradali” sicure e agevoli urbane ed extra urbane: è il presupposto fondamentale per coltivare quella cultura del benessere di cui tanto si parla e che può essere raggiunta da più parti, noi incominciamo dalla bicicletta.

Resistenza e biciclette

13 Apr

In collaborazione con L’Anpi di Cuneo e la Fiab nazionale, l’Associazione Bicingiro propone anche quest’anno un percorso in bicicletta attraverso luoghi della Memoria

Durante la Resistenza il mezzo di trasporto più importante per le formazioni partigiane fu la bicicletta. Le donne “staffette partigiane” assicuravano i collegamenti tra le bande, portavano ordini e massaggi, cibo e indumenti, notizie da casa e informazioni sui movimenti del nemico, a volte anche armi. Camuffate da casalinghe con la sporta della spesa appesa al manubrio, pedalando in solitudine, con la paura di essere intercettate dal nemico in sella alla bicicletta percorrevano chilometri affrontando le intemperie e le salite delle nostre valli. Inizialmente fu un “lavoro” spontaneo, di sorelle, madri, amiche, poi divenne “organizzato” e ogni distaccamento ebbe le proprie staffette. Senza i collegamenti assicurati dalle staffette le direttive sarebbero rimaste lettera morta, gli aiuti, gli ordini, le informazioni non sarebbero arrivati nelle diverse zone. Alcune subirono torture e violenze, ricordiamo le cuneesi Anita Barbero, Ersilia Azzi Ottino, Fernanda Serafini, Elsa ed Emma Perona. Marialuisa Alessi, staffetta della 181 Brigata Morbiducci della Val Varaita, venne fucilata presso la stazione di Cuneo. Lidia Beccarla Rolfi fu internata nel campo di concentramento di Ravensbruk.
Alla Resistenza presero parte, in forme diverse, accanto ai combattenti partigiani, numerosi atleti del ciclismo agonistico. Campioni ma anche figure minori. Gino Bartali, tra il 1943 e il 1944, trasferì in vari punti della Toscana e in Umbria foto e documenti necessari per gli ebrei nascosti in chiese e conventi, celandoli all’interno della canna della bicicletta. “Ginettaccio” fingeva di compiere lunghi allenamenti, per tenersi in forma, affrontando o aggirando i posti di blocco. Altri nomi: Antonio Bevilacqua (due volte iridato di ciclismo su pista), Alfredo Martini (campione tra il ’40 e il ’50 e per molti anni commissario tecnico della nazionale ciclistica), Vito Ortelli (campione d’Italia di inseguimento su pista e della strada, fra i primi a schierarsi per la Liberazione).
Il Club Bicingiro e la Fiab nazionale con una originale iniziativa – proposta ormai da alcuni anni- ricordano il 25 aprile con la “Pedalata Resistente” che quest’anno partendo dal Parco della Resistenza si dirigerà a Chiusa Pesio, a Roccaforte Mondovì e a Villanova, con brevi soste in luoghi significativi. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’ANPI di Cuneo.
Un consiglio di lettura: “La bicicletta nella Resistenza” di F. Giannantoni e I. Paolucci – ed. Arterigere – Euro 12.

Allegati a questo articolo: un manifesto della prefettura di Bologna che vieta la circolazione in bicicletta (17/02/1944) e un permesso di circolazione in velocipede rilasciato dalla prefettura di Cuneo (8/09/1944). Quest’ultimo permesso fu ottenuto – sotto falso nome – da un giovane partigiano che lo utilizzò per spostarsi in bci tra Boves, Cuneo e Borgo San Dalmazzo.

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